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 Il Numero  Diritti del paziente  News

Londra, GB: Un nuovo rapporto della Cancer Research UK e della National Cancer Intelligence Network ha riscontrato delle differenze nella percentuale di interventi chirurgici legati all’età dei pazienti. Queste statistiche rivelano una profonda disomogeneità, anche se esistono molti fattori che potrebbero impedire al paziente d'essere sottoposto all'operazione.

Sebbene sono molti i fattori che potrebbero far decadere l’ipotesi chirurgica per i pazienti più anziani come la fragilità, l’essere affetti da più malattie, la diagnosi ad uno stadio già avanzato oppure la scelta degli stessi pazienti che scelgono di non sottoporsi all'intervento; secondo il rapporto il dislivello tra i pazienti più giovani che vengano sottoposti all'operazione e la fascia d’età successiva ai 55 anni diventa importante. Questo avviene generalmente per i 19 tipi di cancro, ma si registrano stacchi anche maggiori tra i gruppi affetti da cancro renale e quello ovarico.

L'intervento chirurgico per i pazienti affetti da cancro renale, effettuato su quasi il tre quarti (73%) dei pazienti in un'età compresa tra i 15 e i 54 anni, è drasticamente ridotto (36%) nei pazienti con un'età compresa tra i 75 e gli 84 anni e discende in maniera vertiginosa a solo uno su dieci (11%) dei pazienti con un'età superiore agli 85 anni. Circa l'80% delle donne sotto i 55 anni d'età sono state sottoposte a intervento chirurgico per cancro ovarico. Questa percentuale scende a circa il 37% delle donne di età compresa tra i 75 e gli 85 e poi discende ancora a solo il 15% di donne operate che avessero più di 85 anni. La chirurgia per i tre tipi di cancro più letali, ossia ai polmoni, intestino e cancro al seno, riscontra anche in questo caso la medesima scia che vede meno interventi sulle persone anziane. Circa il 15% dei pazienti sotto i 55 anni è stato sottoposto all'intervento per cancro ai polmoni, ma solo l'1% dei pazienti sopra gli 85 ha conseguito la stessa operazione. Per il cancro all'intestino, circa i due terzi (64%) dei pazienti sotto i 55 è stato operato, mentre questo numero è sceso a 39% per quelli oltre gli 85 anni d'età.Per quanto riguarda il cancro al seno, circa il tre quarti (76%) delle pazienti sotto i 55 è stata operata, mentre il numero cala bruscamente a 24% per quelle sopra gli 85 anni. Il cancro è principalmente una malattia dell'età adulta; quindi, man mano che la popolazione invecchia, un maggior numero d'interventi è richiesto. Per questo più ricerca sarebbe vitale per riuscire a scoprire le cause che stanno dietro alle differenze nel numero delle operazioni e per determinare se i più anziani sono sottoposti al miglior trattamento possibile.Gli esperti credono che la chirurgia sia la responsabile di metà dei casi in cui il cancro è curato, rendendola una forma di trattamento essenziale. Tuttavia, la chirurgia non è un'opzione plausibile per tutti i pazienti. La sua possibilità dipende da dove il cancro è localizzato e più importante, a quale stadio il cancro è diagnosticato. Prima viene individuato, meno sono le possibilità che possa diffondersi e maggiori sono le possibilità che venga debellato. In questo senso, una diagnosi precoce è la chiave per migliorare la sopravvivenza al cancro. Il Dott. Mick Peake, il capo clinico della National Cancer Intelligence Network, dice: “I chirurghi considerano una serie impressionante di fattori per decidere se offrire la possibilità di un intervento chirurgico ai pazienti più anziani, come per esempio se l'individuo soffre di altre malattie e la scelta personale di ogni paziente. Ad ogni modo, la chirurgia è un trattamento efficace per molti tipi di cancro e dobbiamo assicurarci dell'idoneità fisica di ogni paziente prima che possa andare incontro a interventi noncuranti della sua età.» Una linea di pensiero condivisa da Nick Ormiston-Smith, capo di statistica alla Cancer Research UK “Le ricerche precedenti suggeriscono che alcuni pazienti più anziani che potrebbero essere sottoposti all'intervento chirurgico vengono omessi proprio a causa della loro età. Dobbiamo capire cosa guida questa differenza. Una diagnosi precoce è incredibilmente importante ed è qualcosa su cui stiamo puntando perché significa che più pazienti saranno idonei per essere sottoposti all'intervento e anche ad altri trattamenti. Lo stesso Nick Ormiston-Smith però punta il dito sulla scelta di alcuni chirurghi fermati dall’età del paziente: “Che ai pazienti più anziani non venga offerta un'opzione chirurgica è sbagliato. La chirurgia è una parte incredibilmente importante nel trattamento di un paziente. Se è idonea, essa è spesso la chiave per cui molte persone sopravvivono al cancro. Potrebbe non essere sempre un'opzione, se il cancro è stato diagnosticato tardi o se si è diffuso o se lo stato di salute non è buono per affrontare l'operazione. In più, un paziente potrebbe anche decidere di non voler fare l'intervento. Ma è di vitale importanza che noi riusciamo a rimuovere qualsiasi barriera di modo che i pazienti ai quali venga offerta l'opzione dell'intervento chirurgico, possano beneficiarne. Sicuramente abbiamo bisogno di più ricerca in questo campo, in modo da comprendere meglio le ragioni per cui alcuni anziani sono esclusi da questa opzione.”

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