Tolleranza e benefici del trattamento per pazienti anziani affetti da tumore a piccole cellule con malattia limitata

Oltre il 20% di tutti i pazienti olandesi con nuova diagnosi di carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC), hanno un'età a partire dai 75 anni. Esistono ancora incertezze circa la sicurezza e l'efficacia della chemioterapia e della chemio-radioterapia nei pazienti anziani.

 In un recente studio, è stata valutata l'associazione tra le caratteristiche dei pazienti ed il completamento del trattamento nonché la tossicità, la risposta e la sopravvivenza. A tal fine, nei Paesi Bassi, sono stati utilizzati i dati, raccolti tra il 1997 ed il 2004, basati su una popolazione di pazienti di età a partire dai 75 anni e con diagnosi di SCLC. Nonostante siano stati presi in considerazione per la chemioterapia solamente pazienti selezionati, quasi il 70% ha sviluppato tossicità, con conseguente risoluzione anticipata della chemioterapia in oltre la metà di tutti i pazienti. La sopravvivenza media è stata 6,7 mesi, ma differiva fortemente in base al tipo di trattamento e se era stato completato o meno (13,5 mesi per chemioradioterapia, 7,1 mesi per la chemioterapia, 2,9 mesi per la migliore terapia di supporto, 11,5 mesi per i pazienti trattati con almeno 4 cicli di chemioterapia e di 3,6 mesi per meno di 4 cicli). Sebbene l'alto tasso di tossicità per cui molti pazienti non hanno potuto completare a pieno la chemioterapia, quelli che hanno ricevuto il trattamento (chemioterapia o chemioradioterapia) hanno avuto una sopravvivenza significativamente migliore. Una migliore selezione di adeguate valutazioni geriatriche è necessaria per raggiungere un equilibrio più favorevole tra benefici e danni. 

 

Riferimento bibliografico: Journal of Geriatric Oncology