SCLC – Malattia estesa – Linee Guida AIOT 2012

TRATTAMENTO DEI PAZIENTI ANZIANI O CON PS 2

Circa un quarto dei pazienti affetti da carcinoma del polmone a piccole cellule (SCLC) o microcitoma ha un’età superiore a 70 anni. Nel SCLC l’utilizzo della chemioterapia non è messo in discussione. Piuttosto è da valutare quale chemioterapia effettuare, avvertendo l’esigenza di identificare schemi chemioterapici attivi e meno tossici appositamente disegnati per gli anziani.Infatti, sia nella malattia limitata che in quella estesa il trattamento chemioterapico da scegliere nell’anziano è ad oggi dibattuto. 

Le opzioni potrebbero essere tre: stessa chemioterapia utilizzata nei pazienti più giovani, riduzione empirica (20-25%) delle dosi, impiego di schemi specifici. Nella malattia estesa (ED), l’approccio terapeutico standard prevede 4-6 cicli di chemioterapia con platino + etoposide e nei pazienti con risposta, la successiva radioterapia profilattica cerebrale (PCI) si è mostrata in grado di migliorare la sopravvivenza riducendo l’incidenza del rischio di recidiva cerebrale [1, 2]. Un farmaco ampiamente utilizzato come agente singolo per il trattamento del SCLC in fase di malattia estesa dei pazienti anziani è stato l’etoposide orale. I principali studi di polichemioterapia hanno utilizzato l’associazione di carboplatino ed etoposide con quest’ultimo somministrato o per via endovenosa oppure orale. Con tale associazione sono stati riportati interessanti risultati in termini di risposte obiettive e sopravvivenza ma la tossicità, prevalentemente midollare, è stata rilevante [3]. Per quanto concerne i pazienti con performance status (PS) 2, recentemente uno studio randomizzato di fase III ha confrontato in questa popolazione di pazienti affetti sia da malattia limitata che estesa, carboplatino/gemcitabina con cisplatino/etoposide. Nei 138 pazienti con malattia estesa la combinazione di carboplatino/gemcitabina ha riportato risultati sovrapponibili in termini di attività ed efficacia ma con un migliore profilo di tossicità rispetto al trattamento standard [4]. Pertanto, essendo il SCLC particolarmente chemiosensibile, anche in presenza di pazienti con PS 2 il trattamento chemioterapico è consigliabile.

BIBLIOGRAFIA

 1. Samson DJ, Seidenfeld J, Simon GR, et al. Evidence for management of small cell lung cancer. ACCP evidence-based clinical practice guidelines (2nd Edition). Chest 2007; 132:314S-323S.

 2. Simon GR, Turrisi A. Management of small cell lung cancer. ACCP evidence-based clinical practice guidelines (2nd Edition). Chest 2007; 132:324S-339S.

 3. Girling DJ. Comparison of oral etoposide and standard intravenous multidrug chemotherapy for small-cell lung cancer: a stopped multicentre randomised trial. Medical Research Council Lung Cancer Working Party. Lancet 1996; 348:559.

 4. Lee SM, James LE, Qian W, et al. Comparison of gemcitabine and carboplatin versus cisplatin and etoposide for patients with poor-prognosis small cell lung cancer. Thorax 2009; 64:75-80.